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Donare il midollo. Non è da tutti, ma vi rende degli eroi

Il signor Smith (chiamiamolo così, anche se pesa definirlo “signore”) era un donatore di midollo osseo, cittadino americano, uomo onesto che aveva salvato molte vite. Molte vite americane come lui, per meglio dire. Quell’unica volta in cui gli venne chiesto di donare per salvare la vita a una bimba italiana, improvvisamente si rifiutò: “Io non dò il mio midollo a chi non è americano”.

Chiunque di noi avrebbe desiderato reagire a una frase del genere con rabbia. Prenderlo a pugni, magari augurargli ogni male. Invece il rugbista Ismaele Zulian, 28 anni di pura e semplice razza veneta generosa, ha reagito con un atto di bene. Divenendo LUI per primo donatore di midollo. Purtroppo quella bambina morì, ma tanti altri si sono salvati grazie alle sue donazioni … e sicuramente Ismaele non controlla prima se la persona è italiana o meno! Non è con le distinzioni che si diventa eroi, ma osando senza guardare in faccia nessuno. Per diventare donatori di midollo osseo il cammino è lungo e il prelievo più complesso di una semplice donazione di sangue.

Si fa un’analisi di controllo, si vede lo stato di salute e la compatibilità. Se si viene chiamati a donare, ci si deve ricoverare per un paio di giorni (giustificati sul lavoro) e si va sotto intervento per un’ora, durante la quale i medici prelevano parti di midollo. Nel frattempo la persona riceve anche una autodonazione di sangue per evitare conseguenze e complicazioni. Una volta donato, si torna a casa e si rimane 5 giorni a riposo. Rischi non ce ne sono, solo un minimo assoluto legato a eventuali allergie all’anestesia (che è generale). Non si viene chiamati molto spesso, forse può capitare due volte in un anno…. ma con un solo prelievo si salvano decine di persone da tumori come la leucemia.

admin

2 commenti

  1. buongiorno! apprezziamo molto l’impegno nel diffondere la cultura del dono, ma l’articolo contiene alcune inesattezze.
    Il midollo osseo infatti si dona ad estranei UNA sola volta nella vita qualora si risulti compatibili con un malato (ricordiamo che la possibilità è 1:100.000) ed al limite una seconda volta ma solo per un parente. per ogni info http://www.admo.it
    grazie mille per l’attenzione

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