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Una mutazione genetica blocca l'allattamento

Se avrai latte da dare a tuo figlio o meno lo dice il tuo DNA. La scoperta del Penn State College, in America, ha tolto dall’angoscia tante neomamme convinte di essere le colpevoli del mancato nutrimento del loro bambino … forse per troppo stress o per qualcosa di sbagliato fatto in gravidanza. Nulla di tutto questo, solo una sorta di anomalia genetica che si portano dietro dalla nascita.

La capacità di allattare al seno può essere compromessa dalla mutazione genetica di una specifica proteina chiamata ZnT2. Se tale mutazione è presente le ghiandole mammarie non funzionano come dovrebbero nemmeno in gravidanza e non producono latte per il neonato dopo la nascita. Sarebbe colpa della stessa mutazione, sebbene in forma diversa, invece, la capacità di allattare ma con un latte assai scarso, poco nutriente e che termina in poche poppate.
La cosa più importante però è che se si individua tale mutazione nel DNA della madre quando il bimbo è ancora nell’utero, la si può preparare sia psicologicamente che materialmente al fatto che non potrà allattare e che dovrà sperimentare tutti i metodi alternativi: dal latte artificiale alla “allattatrice” in prestito. Si è giunti alla conclusione della mutazione grazie agli studi condotti sui topi. Le femmine che venivano private deliberatamente della proteina ZnT2 avevano problemi a sviluppare le ghiandole mammarie e ad allattare i piccoli. Problemi che non presentavano le topoline nate senza la mutazione genetica in questione.

admin

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