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Come cambia il nostro intestino: cerca veleni e snobba le medicine

Il nostro intestino è un universo di microrganismi, alcuni “buoni” e nostri alleati, altri un po’ meno salutari. Una lotta tra bene e male che tutto sommato manteneva un certo equilibrio finché la mano dell’uomo, nei secoli, ha imposto una mutazione che oggi si fa sentire più che mai. I microrganismi intestinali si stanno adattando all’inquinamento al punto tale da “desiderare” le tossine. Peccato però che queste tossine, al corpo, bene non fanno!

Allo stesso tempo, sempre più ricerche scientifiche dimostrano che la resistenza dei microrganismi agli antibiotici è ormai quasi totale. L’abuso di questi medicinali, perpetrato nel tempo sempre dalla nostra convinzione di “volerci curare da soli” ha fatto sì che ormai i nostri nemici si siano assuefatti e non temano più i prodotti farmaceutici con cui li combattiamo. Uno studio davvero originale, mette a confronto il genoma del popolo Hadza (non esposto ad agenti inquinanti) e quello dei cittadini di Bologna, una delle città comunque meno inquinate d’Italia.

Il risultato dimostra che, mentre l’intestino degli Hadza lavora ancora come un tempo, ovvero assimilando sostanze buone e nutritive ed espellendo le tossine, quello dei bolognesi “ricerca” i veleni e non solo! Se insorge un problema e si cerca di intervenire con antibiotici, anche molto potenti, i microrganismi intestinali non ne subiscono minimamente gli effetti, snobbano la potenza del medicinale perché nemmeno li scalfisce. Inoltre, l’intestino del popolo Hadza è in grado di fornire energia al corpo quando è malato… funzione che un tempo avevano tutti gli intestini del mondo. Ma quello degli italiani, conferma lo studio, non riesce più a farlo. Insomma, in condizioni di indigenza, oggi, un Hadza povero delle praterie africane vivrebbe più a lungo di un ricco bolognese.

admin

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