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Bagno a mare e digestione. Ecco dove sbagliano le mamme

Ma quante volte abbiamo odiato quelle parole: “Aspetta due ore prima di fare il bagno” che ci venivano urlate dalla mamma o dalla nonna quando scendevamo in spiaggia? Ora sotto il sole a sudare, o sotto l’ombrellone a soffrire, fino al tanto desiderato via libera, quando secondo credenza comune “la digestione aveva fatto il suo corso”. Oggi i medici sembrano essere meno severi su questo punto, fermo restando che il principio è valido.

Hanno ragione le mamme? In un certo senso sì. E’ vero che gettarsi in acqua, soprattutto se è fredda, subito dopo il pasto rende più difficoltosa la digestione e può provocare crampi, sonnolenza, malori e dunque annegamento. Ma gli annegamenti dovuti a questo problema sono forse l’1% del totale … Come a dire: il principio è giusto, ma senza esagerare. Se ci si tuffa al mare dopo un’ora va bene lo stesso. Ci si può bagnare anche dopo mezzora dal pasto, se l’acqua è bassa e calda. Tutto dipende da quanto e cosa si è mangiato.

Chiaramente, più ricco è il pasto più lunga sarà la digestione e la sonnolenza. In quel caso, meglio aspettare (un’ora, non due) prima di nuotare. Ma se il vostro pasto era frugale, un’insalata, solo un primo o solo un secondo non è obbligatorio attendere tutto il tempo della digestione. Libertà però non significa imprudenza. Il corpo comunque lavora, dopo mangiato. Perciò se vi gettate a mare, rimanete vicino la riva o comunque dove si tocca, per sicurezza. E comunque ascoltate sempre le vostre mamme. E’ vero che a volte esagerano per eccesso di protezione, e forse aumentando troppo il numero delle ore di attesa per il bagno ci trasmettono un messaggio contrario a quello che vorrebbero (insofferenza e voglia di trasgredire), ma così facendo in ogni caso ci educano anche alla prudenza.

admin

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