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I segreti della marijuana: perchè fa bene e allo stesso tempo fa male

Loro -i ricercatori della University of East Anglia e della Pompeu Fabra di Barcelona- sono gli stessi che per primi al mondo hanno scoperto che un composto della marijuana, il THC, poteva avere effetti benefici in campo medico, soprattutto come cura anticancro. Oggi tornano ad analizzare la marijuana per capire come mai una sostanza che può fare tanto bene, se presa pura, invece fa tanto male!

In fondo il THC è la sostanza fondamentale di questa pianta allucinogena, insomma è per via del THC se chi la fuma va fuori di testa e si sente stordito, privo di attenzione, con la memoria offuscata e così via. Eppure, estraendo il THC dalla pianta e lavorandolo a parte, esso è in grado di alleviare il dolore, la nausea e l’ansia e perfino di agire sulle cellule tumorali fermandone la crescita. Deve esistere un limite, un “muro” che divide il bene dal male ed è alla ricerca di quel limite che sono partiti i ricercatori. THC agisce tramite una famiglia di recettori particolarmente sensibili ai cannabinoidi. Sono questi recettori che regolano l’azione antitumorale di THC.

Scavando a fondo si è scoperto, tramite test sui topi, che esiste un particolare recettore della serotonina, chiamato 5HT2AR, senza il quale si riducono gli effetti negativi di THC come la perdita della memoria. Ma non si perdono gli altri, quelli positivi sul dolore per esempio. Dunque il segreto che divide il bene dal male è questo recettore nello specifico. Forse se si capirà ancora meglio come avviene questo processo si potrà anche trovare una strada per eliminare la tossicità e il pericolo di chi fuma marijuana. Di per sé una droga leggera e non mortale, sicuramente, ma che porta l’individuo a stordirsi al punto tale da potersi far male da solo… come quando si mette alla guida dopo aver fumato.

admin

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