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Tumore al testicolo per Ivan Basso: nessuna relazione col ciclismo

Ebbene sì, lo abbiamo pensato tutti. Quei dannati sellini, terribilmente scomodi e fastidiosi, quella vita sempre sotto pressione, la fatica della pedalata, le bibite energizzanti che prendono di continuo… il tumore al testicolo che ha costretto Ivan Basso ad abbandonare il Tour de France all’improvviso poteva essere legato a doppio filo con la sua attività di ciclista.

Basso, che pare abbia scoperto il tumore per caso, per curare una infiammazione locale, è subito rientrato in Italia per sottoporsi alle cure e per operarsi. Per sua fortuna non ci sono metastasi, dunque potrebbe risolvere tutto in pochi mesi e lo speriamo vivamente per lui, come persona e come atleta. Ma il legame che tutti abbiamo immaginato, tra tumore e ciclismo, quasi sicuramente non esiste. Come spiega il professor Gabriele Antonini, urologo e andrologo presso il Policlinico Umberto I di Roma, al quotidiano “La Stampa”: “Non tutti coloro che praticano il ciclismo sviluppano un tumore ai testicoli”.

Sicuramente il continuo sfregamento dei testicoli sullo scomodo e anti-anatomico sellino della bici da corsa può provocare, e di fatto provoca, infiammazioni come le orchiti o le epididimiti, e queste in alcuni casi possono aggravarsi e degenerare in tumore, ma non sempre avviene e non è detto che avvenga. Il tumore al testicolo, quando viene, si risolve comunque con intervento chirurgico perché si tratta di organi delicati che non possono essere trattati a lungo con le chemioterapie senza danni peggiori. Inoltre, per la rapidità con cui alcuni tumori ai testicoli degenerano, vanno subito rimossi. In ogni caso, ormai, si tratta di tumori con una possibilità di guarigione alta (la sopravvivenza è l’80%) e che si possono prevenire benissimo se ci si controlla, dall’urologo, almeno una volta l’anno.

admin

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