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"Emo" e "Goth", ragazzini a rischio depressione

Non ci voleva molto a capirlo, ma ora che c’è la conferma ufficiale medica non si può più scherzare sull’argomento. Parliamo degli adolescenti che “decidono” di soffrire… quelli che noi italiani chiamiamo EMO, ma che altrove si chiamano GOTH (da “gotico”). Per qualche strana ragione, forse causata dal pessimismo di noi adulti, i nostri giovanissimi scelgono deliberatamente di star male, fisicamente e mentalmente.

Gli “Emo” o “Goth” che dir si voglia si vestono di nero, si truccano di nero, ascoltano solo musica triste, parlano di morte e di suicidio invece che di discoteche e storie d’amore. Lo fanno senza una ragione particolare, solo perché “va di moda” e permette loro di distinguersi dalla massa. Oltre al fatto di scegliere una via pericolosa, che li deprime già di suo, vengono spesso emarginati dai compagni, che appioppano loro addosso l’etichetta di “portasfiga” cosa che tende a peggiorare il loro desiderio di distruzione.

Oggi la scienza conferma quel che tutti avevamo capito. Questi ragazzini sono ad alto rischio depressione, ad alto rischio di autolesionismo e ovviamente ad alto rischio autodistruttivo a base di alcol e droghe. Lo dice la università di Bristol, pubblicando su “Lancet Psychiatry” i risultati di un lavoro condotto su 3.594 adolescenti di 15 anni. Tra questi, chi sceglieva la moda Goth elevava enormemente il rischio di cadere nella spirale depressiva con tutti gli annessi e connessi che si trascinano poi nella vita adulta. Una parte dello studio ancora in corso sta verificando il legame tra la scelta di vita Goth e l’esser stati vittime di bullismo.

admin

1 Commento

  1. Cosa c’è alla base del desiderio di essere diversi? E perché utilizzare un tale modo per esserlo?
    Ce ne sono molti altri meno plateali, ma allo stesso modo efficaci… D’altronde è sufficiente essere se stessi per essere unici.
    Credo lo stigma a cui questi ragazzi sono soggetti da parte dei loro stessi coetanei e non solo, sia qualcosa che rafforza il problema. In quanto crea non solo diversità, ma anche solitudine…e la solitudine in qualche modo imposta, gli stereotipi, la chiusura creano una “miscela” a dir poco pericolosa…
    Dott.ssa Monia Ferretti

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