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Gli antidolorifici del futuro sono d'oro

In Italia sono 12 milioni, nel mondo tanti di più. Sono i malati di dolore cronico, quello cioè che perdura per mesi, e che si identifica nel 90% delle volte in mal di testa o mal di schiena. Sappiamo tutti che per combattere questi dolori non funziona quasi nulla, perché le terapie sono tanto lunghe che il corpo si abitua e non le recepisce più. Così la ricerca è sempre all’opera, come quella dei laboratori giapponesi della Kyoto University.

Da qui giunge la notizia di un nuovo metodo che starà alla base degli antidolorifici del futuro e che… è fatto d’oro! In che cosa consiste? Si tratta, in breve, di un sistema di micro-tubuli rivestiti da polvere d’oro che si iniettano nella zona dolorante ma non entrano in azione subito. Si attivano solo al momento del dolore più forte, bloccando il recettore TRPV-1 che è quello da cui dipende l’attacco nella maggior parte dei dolori cronici. Lo stimolo che innesca la cura attiva la polvere d’oro che a sua volta attiva dei raggi infrarossi minuscoli, in grado di fermare il processo e di calmare le fitte.

Nel caso di assenza di dolore, invece, tutto rimane quieto e la polvere d’oro non causa alcun effetto collaterale nè nel breve nè nel lungo termine. Attivare o disattivare questi micro-tubuli d’oro dipende da uno stimolatore esterno che funziona più o meno come un pace-maker ma che in alcuni casi è regolabile anche manualmente dalla persona. In questo modo il corpo non si abitua alla presenza di una sostanza chimica classificandola e riconoscendola e non ci sono rischi di assuefazione che rendono la cura inutile, come invece avviene oggi con molti dei farmaci usati.

admin

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