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"Emicrania dello studente", la cura si fa in famiglia

Soffrono sempre più di mal di testa, mal di occhi, nausea, vomito. E ne soffrono di più durante il periodo della scuola, al punto che a volte sembra una scusa per saltarla, ma non lo è. Questa “patologia” diffusa da qualche tempo in Italia è già conosciuta negli USA ed è legata sì alla scuola, ma non nel senso di “scusa”.

Al congresso nazionale di Paidòss, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in corso fino a sabato a Lecce, ha analizzato i dati e ha evidenziato come questi sintomi sono sempre più comuni anche tra i bimbi delle elementari. Al di là della scusa di qualche giorno, possono essere sintomi veri di un disagio comune ma non si risolve certamente ritirando il bambino da scuola o evitandogi lo “stress dello studio”, come alcuni genitori pensano di fare. Al contrario, lo studio va favorito, vanno invece cambiate alcune abitudini (sbagliate) a casa.

La cura per la cosiddetta “emicrania dello studente” esiste ed è in mano a mamma e papà: primo, una alimentazione sana che veda eliminate le cosiddette “porcherie” (patatine, ketchup, wurstel…) e dia spazio a frutta, verdura e cibi genuini. Pochi grassi e molta sostanza e poi sonno sufficiente (a letto alle nove!) e niente videogiochi o computer prima della nanna. E se insistono per vedere il film con voi, fategli capire che potrete registrarlo e farglielo vedere sabato sera in tutta calma. Ottima anche l’attività fisica pomeridiana che li tiene lontani dagli schermi e li aiuta a ritrovare un buon ritmo del sonno la sera.

admin

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