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Il computer legge il pensiero: nuove speranze per le lesioni cerebrali

Potrebbe essere la nuova frontiera della cura di ictus, del recupero dopo il coma, della lotta contro i tumori al cervello. Quello che si sta portando avanti in Emilia Romagna farà sicuramente scalpore, e già la rivista internazionale “Human Brain Mapping” vi ha dedicato la copertina. In pratica, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e con la collaborazione dell’ospedale universitario di Pisa, si sta mettendo a punto un computer in grado di “leggere il pensiero”.

Misurando l’attività cerebrale di un gruppo di soggetti mentre osservavano azioni compiute da altri, si è visto che i movimenti elettrici del pensiero sono una trasmissione più complicata di quanto finora si era creduto. Essa coinvolge diverse aree della corteccia cerebrale, che comunicano tra loro, producendo dei “modelli” di risposta che possono essere decodificati con un programma speciale del computer. I ricercatori hanno quindi programmato il “cervellone” elettronico per imparare a distinguere quei segnali elettrici al punto da capirli. E in effetti, il computer è stato in grado di indovinare -alla cieca- cosa stesse guardando quella persona in quel momento. Aveva letto il suo pensiero.

Se l’idea mette un po’ paura, e già immaginiamo un mondo dominato dalle macchine pensanti, per ora l’entusiasmo riguarda i medici che pensano di poter usare questo metodo interpretativo per curare le lesioni cerebrali. Creando delle mappe cerebrali specifiche per ogni gesto motorio e per la sua esecuzione, si potrà costruire una sorta di cammino per insegnare a pensare nuovamente a chi ha perduto alcune funzioni del cervello. Come detto, si pensa subito ai danni da ictus ma anche a protesi in grado di sostituire aree del cervello mancanti.

admin

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