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Possibile cura per l'Alzheimer da un farmaco anti asma?

E’ uno studio pubblicato sul “Journal of American Medical Association” a riaccendere ulteriori speranze nei malati di Alzheimer, o meglio nei loro familiari che di questo problema devono farsi carico. Un farmaco conosciuto, di solito usato per l’asma, potrebbe contenere in sé la soluzione definitiva contro questa malattia degenerativa. La ricerca è stata condotta da un team austriaco di scienziati che ha scoperto questo effetto sul cervello dei ratti.

Il medicinale si chiama “Montelukast” -sebbene sia anche conosciuto sotto il nome di “Singulair”- e come detto viene utilizzato per trattare l’asma e le allergie, come la febbre da fieno, e ha la caratteristica di invertire il processo di invecchiamento con risultati tali che si stava già pensando di usarlo sui malati di Parkinson. Si è già visto che se inoculato nei ratti, esso blocca l’infiammazione e dunque l’ipotesi che possa funzionare anche sull’Alzheimer è molto fondata. Non solo, ma il cervello trattato con questa sostanza si mostra rigenerato, come se non fosse mai stato toccato dalla malattia.

Pronvando “Montelukast” sui ratti con problemi cognitivi e di memoria, si è visto che prima dell’assunzione non riuscivano a svolgere compiti semplici (come trovare la porta dalla quale erano entrati in gabbia, per uscire) mentre dopo sei settimane di trattamento ricordavano subito dove trovarla. Confrontando gli animali più anziani con i giovani, si è visto che il recupero della memoria dei primi arrivava a livelli tali da equiparare quella dei secondi, con una ripresa del 100%. “Montelukast”, o “Singulair” come si chiama da noi, venduto nella forma farmacologica di compresse masticabili, sta per essere prodotto da numerose altre società farmaceutiche, essendo scaduto il brevetto. Come ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche della tutela degli ammalati di tali malattie neurodegenerative, sono 35 milioni le persone in tutto il mondo che soffrono di demenza senile e di Alzheimer. La scoperta di una cura che agisca in modo deciso e finalmente valido contro queste patologie significa ridare speranze concrete ma anche aiutare molte persone (e strutture) a risparmiare.

admin

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