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Bimba malata di AIDS esclusa da scuola: ora potrà tornare

Francesca ha 11 anni e ha l’AIDS, non certo per colpa sua. Ci è nata, così, e per questo è stata abbandonata e data in affidamento a una famiglia che le ha voluto bene senza paura. Ha frequentato le scuole elementari senza alcun dramma, poi arrivata in prima media la sorpresa: nessuno la voleva. Perchè l’AIDS è una malattia e fa paura.

E se si ferisce mentre gioca? E se scambiasse gli orecchini o il braccialetto con altre bambine? E se salutasse con un bacetto l’amichetto del cuore? Di AIDS si muore, quindi lei non potrà restare. Ma è l’ignoranza diffusa su una malattia dimenticata a far parlare così le persone. Di AIDS si muore solo se non ci si cura. Di AIDS non ci si infetta con un bacio o scambiando un braccialetto, occorre che il sangue della persona malata entri a contatto col sangue della persona sana. Occorre insomma una trasfusione oppure un rapporto sessuale, entrambe cose che non avvengono in una classe di prima media!

La bimba ha vissuto male l’allontanamento da scuola, perché non capiva le motivazioni. Gliele hanno spiegate, con molta delicatezza, ma lei ugualmente non voleva accettarle. A lei piace la scuola, voleva studiare con gli amichetti. Il Ministero dell’Istruzione è intervenuto, allora, per minacciare la scuola di Francesca, garantendo di prendere provvedimenti contro chiunque avesse responsabilità di questa esclusione crudele. Dopo incontri e tira e molla, pare che ora la questione sia sistemata e da martedì la bimba potrà sedere di nuovo al suo banco. Nella speranza che queste polemiche inutili e assurde non abbiano instillato anche nei piccoli la “paura”.

admin

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