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Lampade abbronzanti? Solo se fatte in un centro sicuro

Di per sé non fanno male, ma abusarne o farle troppo spesso è un rischio non da poco per la pelle e per la vita. Non sono rari i casi in cui l’eccessiva abitudine alla lampada abbronzante ha causato sul corpo allergie, ustioni o peggio melanomi. Allora si deve rinunciare al colorito abbronzato, solo perché l’estate è finita? Non per forza, dicono gli esperti, purché sappiate gestire la cosa con saggezza.

Esiste una legge del 2011 che stabilisce criteri di sicurezza per l’esposizione alle lampade abbronzanti, basandosi sul fatto che avete a che fare con raggi ultravioletti, radiazioni importanti che nel migliore dei casi comportano un invecchiamento precoce della pelle. I centri di bellezza che le hanno in dotazione devono obbedire a questi standard, che non sono stati inventati dall’Italia ma ricopiano quelli emanati dalla OMS per tutto il mondo. Non farlo significa rischiare l’attività e la vita dei clienti. Tanto per cominciare, non a tutti è consigliata la lampada. Alcuni soggetti dalla pelle delicata, che soffrono di allergie o dermatiti, non dovrebbero nemmeno avvicinarsi.

In certi casi esistono prodotti da spalmare prima, trattamenti da seguire durante, visite mediche da fare costantemente. Chi non si adegua, dopo dovrà pagare caro un errore che può causare danni irreversibili. La Corte di Cassazione ha già emanato una sentenza a riguardo: il 12 maggio 2015, a seguito di denuncia per lesioni colpose, un centro estetico ha dovuto pagare i danni alla cliente per manifesto riconoscimento di carenze nella sicurezza del centro. Gli estetisti devono sempre informare i clienti sui rischi e rifiutarsi di eseguire questi trattamenti su minorenni, su donne gravide, su persone dalla pelle sensibile o già sofferente.

admin

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