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Muore per un errore commesso a Milano, condannati medici di Bari

Accadeva a Milano nel 2008. Una donna di 47 anni viene ricoverata in ospedale (al “Carlo Besta”) per sottoporsi a un delicato intervento chirurgico che rimuoverà il tumore che le comprime il cervello. E’ un’operazione che deve salvarle la vita e darle speranza e di fatto riesce benissimo, tanto che la signora torna presto a casa sua, a Bari, in Puglia.

I mal di testa inizialmente sembrano una cosa normale, legata alla ripresa post operatoria, poi però si fanno insopportabili. Ricoverata di nuovo, stavolta a Bari, la donna muore un paio di giorni dopo. L’inchiesta scatta subito e le indagini portano a scoprire che il decesso è stato causato da una forte pressione cranica dovuta a un batuffolo di cotone “dimenticato” nel cervello della donna durante l’intervento milanese. Dati i fatti, non si comprendono molto bene le decisioni del giudice che di fatto condanna per omicidio colposo (con pena sospesa) i medici di Bari che “non capirono subito quale fosse il problema” della signora, ma assolve i medici milanesi che materialmente causarono l’errore mortale.

Certamente, qualcuno all’ospedale di Bari avrebbe dovuto indagare meglio e, se avesse notato l’anomalia, avrebbe dovuto intervenire per rioperare la paziente, ma suona davvero strano sapere che non pagheranno nulla i medici e le infermiere che a Milano misero le mani dentro il cranio della donna lasciandovi il cotone che ne ha causato la morte. Se è pur vero che l’errore umano può sempre capitare, occorre capire su quali criteri sia più grave la disattenzione barese e non quella del “Carlo Besta”. Ai medici di Bari sarebbe stata anche imputata la sentenza per il risarcimento danni alla famiglia della donna deceduta.

admin

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