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Nella clinica della fecondazione e dell'aborto, la strage del conservatore cristiano

In un tempo in cui si alza tanto la voce contro il terrorismo islamico e si accusa di morte ogni persona di nome “Mohamed”, la morte viene anche con il volto bianco, ariano, americanissimo e “cristiano” di Robert Lewis Dear, 57 anni, armato di kalashnikov che ha fatto irruzione in una clinica del Colorado sparando all’impazzata, tra medici e donne incinte.

La polizia, chiamata immediatamente, ha subito avviato un conflitto a fuoco col killer che intanto aveva preso in ostaggio decine di persone. Alla fine, la conta nel sangue lascia un poliziotto e due impiegati morti, e ben 9 feriti gravi. Il tutto nel nome di quell’altro “fondamentalismo”, quello ultra-cristiano e anti abortivo. Sebbene nella clinica di Colorado Springs non si praticassero solo aborti ma anche molte nuove tecniche di fecondazione che portano alla vita dei bambini, non alla loro morte. L’uomo, per ora sospettato di essere un estremista di destra, pare appartenga al gruppo ultraconservatore del Ku-Klux Klan.

La clinica aveva un nome che era tutto un programma: Planned Parenthood, genitorialità pianificata. Qui si eseguivano aborti, è vero, ma si effettuavano anche tecniche di fecondazione artificiale che hanno permesso a moltissime coppie di diventare genitori. Un tema, questo, molto discusso dai media americani. Spesso viene usato anche per gli scontri elettorali e mai come ora, alla vigilia di nuove elezioni presidenziali, lo scontro diventa scottante… ma di certo non si pensava di risolverlo nel sangue. Davanti alla clinica di Colorado Springs si erano già svolte manifestazioni di protesta, come l’ultima, in agosto, con centinaia di persone che hanno picchettato la struttura. Ma si trattava sempre di manifestazioni civili, pur nel clamore dell’evento. Quelli di ieri si aggiungono ad almeno altri 10 omicidi commessi nel nome dell’anti-abortismo, negli Stati Uniti, negli ultimi 30 anni.

admin

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