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Nuovo studio di staminali anti-SLA. Negato il finanziamento

C’è uno studioso di genetica, il dottor Angelo Vescovi, che starebbe portando avanti una ricerca basata su terapie staminali per combattere e forse sconfiggere la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il suo metodo, non ancora ben chiaro, ha fatto discutere molti suoi colleghi che sono arrivati anche a paragonarlo a Davide Vannoni, sebbene il padre di “Stamina” non fosse nemmeno uno scienziato. A riprova che Vescovi non è come Vannoni, è stato lui stesso ad accettare senza batter ciglio la negazione dei fondi per la seconda parte della sua sperimentazione.

Racconta che ormai da tempo lavora a questa nuova terapia su base di cellule staminali, tanto che aveva già sperimentato la cosa su 18 pazienti malati di SLA, grazie ai finanziamenti di aziende private. Tra i tanti interessati anche un senatore che avrebbe chiesto a quando la seconda parte della sperimentazione, magari su un numero maggiore di pazienti. Vescovi ha risposto che per far quello occorrevano altri 3 milioni e mezzo di euro. Il politico così si è attivato per far rientrare la ricerca nei finanziamenti della Legge di Stabilità, scatenando un oceano di polemiche. Alla fine, il finanziamento è stato negato e con esso la seconda sperimentazione.

Vescovi, pur essendo amareggiato e deluso, ha comunque accettato la decisione. Parteciperà al bando pubblico senza favoritismi di sorta sperando di vincerlo, dato che, afferma “il mio è lo studio più avanzato del settore. Si tratta di una terapia cellulare. Trapiantiamo nel midollo spinale dei malati cellule staminali neuronali prelevate da feti abortiti per vedere se riescono a fermare la progressione della SLA”. Feti che, ci tiene a dirlo, vengono usati col consenso dei genitori, dunque in modo etico e legale. Le accuse, secondo lo studioso, sono solo frutto di invidie e di concorrenza sleale, in quanto sono tanti i ricercatori che si occupano di staminali per la SLA, nel mondo.

admin

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