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Le molecole che potrebbero battere l'artrite reumatoide

L’artrite reumatoide, una delle malattie autoimmuni e degenerative più dolorose. Comincia in sordina, con piccoli fastidi alle dita, alle articolazioni e poi cresce fino a diventare invalidante… sia per la contorsione degli arti che comporta, sia -soprattutto!- per i forti dolori. Non si conoscono le cause e sono poche le cure palliative che funzionano. La vita di chi ne soffre è una lotta continua. Oggi la ricerca sta puntando molto su questa malattia e qualche risultato positivo pare arrivare.

I ricercatori italiani della facoltà di Medicina della Cattolica Sacro Cuore di Roma, insieme al Policlinico Gemelli, hanno trovato tre nuove molecole che possono avere un ruolo efficace per i casi di artrite già conclamati e anche gravi. Alla ricerca ha collaborato anche lo Icrm-Cnr (Istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche ) di Roma e sulle molecole è stato posto il brevetto di nuova scoperta in vista del loro divenire farmaci al più presto. Sarà l’azienda farmaceutica italiana Galsor Srl a produrre le medicine a base di queste molecole nuove che riescono, si apprende dai test finora condotti, a “rallentare la progressione della malattia e ad alleviarne i sintomi”.

E già questo soltanto sarebbe una gran vittoria. Ma come funzionano le nuove molecole? In poche parole, esse vanno a bloccare l’azione sbagliata dei linfociti T che generano l’infiammazione e dunque frenano l’aggressività del male sulle cartilagini. Da qui si spera di risalire anche alle cause che portano questi linfociti ad agire in modo così assurdo nel corpo stesso che dovrebbero difendere, ma il cammino è ancora lungo e per adesso bisogna accontentarsi dell’aver fermato i sintomi. Ora si entrerà nella seconda fase della sperimentazione che dovrà decretare la decisione di mettere in produzione, e in commercio, questi farmaci di ultima generazione. Solo se i risultati saranno più che positivi si potrà procedere.

admin

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