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A Roma, un "ambulatorio di strada" per tutti

A cosa serve un “ambulatorio di strada” nel cuore della capitale? Ad aiutare quelle persone che, per paura o per mancanza di tempo, non possono farsi curare dalle strutture convenzionali, o non riescono ad essere presenti durante gli orari di ricevimento dei medici. Pensiamo agli immigrati, sia regolari che clandestini, ma anche ai senzatetto, ai clochard…

L’idea è stata della VORECO, una associazione di volontariato per gli emarginati, e alla cerimonia di inaugurazione del centro (in via della Lungara, vicino al carcere “Regina Coeli”) erano presenti: Mons. Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa; Mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma; Padre Vittorio Trani, presidente di VO.RE.CO.; Silvana Sergi, direttore della casa circondariale “Regina Coeli”; Franco Russo, vice-presidente dell’associazione Medina Solidale; Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’ufficio per la Pastorale delle Migrazioni della Diocesi di Roma; Claudio Franchini, prorettore vicario dell’Università di Tor Vergata.

Un lavoro di squadra per garantire alla “gente di strada” non solo la giusta assistenza medica ma anche un conforto psicologico importante. Infatti, due volte a settimana dalle 9 alle 12 sarà attivo il Centro Ascolto, mentre per le visite mediche saranno presenti dei professionisti il sabato, sempre di mattina. I professionisti, che presteranno la propria opera qui a titolo gratuito, sono medici volontari, medici in pensione, studenti di medicina del Policlinico di Tor Vergata e lavoreranno per dare assistenza di base, medicazioni, controlli (per la glicemia, soprattutto) oltre al già citato aiuto psicologico.

admin

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