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Chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari. Timori per il "dopo"

Gli OPG sono gli ospedali psichiatrici giudiziari, ovvero strutture ospedaliere dove vivono rinchiusi e sottoposti a cure gli autori di crimini dettati dalla malattia mentale, dalla persona colta da raptus improvviso fino al maniaco sessuale o al serial killer. Sono persone che necessitano di assistenza specializzata continua ma la legge ha decretato che gli OPG devono essere chiusi e i pazienti ospitati in “strutture più umanitarie”.

Come a dire, non più ospedali ma magari case-accoglienza, centri di recupero e così via. Le domande a tal proposito erano due: in queste nuove strutture, le cure avverranno con gli stessi standard di sicurezza sociale? E soprattutto: queste strutture alternative ESISTONO? Nessuna delle due domande ha ancora ottenuto risposta precisa, ma intanto la burocrazia fa il suo corso e questa settimana ha già chiuso la prima struttura OPG, quella di Secondigliano in Campania.

I pazienti sono stati trasferiti in fretta e furia in un altro ospedale regionale, perché le alternative, le cosiddette REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria) non sono ancora pronte né diffuse. E dato che questi nuovi centri possono ospitare solo un massimo di 20 persone, ne occorrono tantissimi sparsi per il Paese… ma adesso ce ne sono solo 22. I malati psichiatrici invece sono 689! Le REMS esistono già in Emilia Romagna, Sicilia e Lazio e stanno cominciando a nascere in Veneto, ma come già detto sono ancora poche e inadeguate. Ci si domanda quanta sicurezza potranno avere i cittadini dall’assistenza -solo sanitaria, non più carceraria- delle nuove strutture che a detta degli stessi addetti ai lavori “non tengono conto della realtà delle cose”.

admin

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