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Botti di Capodanno: attenzione anche dopo

Ci hanno provato…hanno usato anche le campagne animaliste per proteggere la psiche degli animali, per fermare i “botti” di Capodanno. Ma è stato un fallimento su tutta la linea. I fuochi e i petardi sono stati sparati eccome, ovunque, in Italia… e il bilancio -sebbene meno tragico di altre volte- c’è pure per questo 2016. Circa 190 feriti in totale, contro i 253 dello scorso anno.

Inutile dire che il numero maggiore di feriti è stato al Sud, Campania su tutte. Sono stati 38 i minorenni coinvolti e 10 le persone ricoverate in codice rosso, con diagnosi gravi, quasi tutte comunque con forti emorragie, ustioni o arti amputati. Tra i feriti “più lievi” ma comunque non meno importanti ci sono 120 persone in Campania, 108 in Lombardia, 101 nel Lazio e poi Puglia con 82, Emilia Romagna e Veneto con 46. In Sicilia ha lavorato tantissimo l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove sono ricoverati i tre casi più gravi dell’isola. Tutto sommato, quindi, meno nera dello scorso anno ma il pericolo non termina con l’entrata del 1° gennaio.

Nei giorni seguenti al Capodanno, infatti, si contano ancora numerosi feriti da “botti inesplosi”. Si tratta quasi sempre di bambini o adolescenti che raccolgono i petardi integri e li fanno scoppiare. Il problema è che se il petardo non è esploso vuol dire che è difettoso, o che è bagnato, in ogni caso che presenta qualche anomalia per cui è ancora più pericoloso maneggiarlo il giorno dopo. I genitori dovrebbero vigilare proprio su questo “gioco” dei giorni seguenti. Sul fronte veterinario, gli animali in questi giorni vanno coccolati e rassicurati perchè la notte del 31 hanno vissuto davvero uno shock incredibile che può influire sul loro comportamento nelle ore successive. Anche qui, attenzione da parte di “mamme e papà”.

admin

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