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Bimbi prematuri: lo sviluppo non dipende dalla razza

Una teoria scientifica un po’ datata presupponeva che lo sviluppo, o mancato sviluppo, dei prematuri fosse legato a una caratteristica di razza. Per cui un prematuro bianco aveva meno problemi di uno nero e quest’ultimo poteva avere meno problemi di un asiatico e così via. Oggi, ulteriori analisi invece smentiscono la teoria.

Un progetto coordinato dall’ospedale Sant’Anna di Torino e da Oxford, e finanziato dalla Fondazione Bill Gates, ha coinvolto 8 centri di ricerca internazionali e 224 prematuri. I bambini venivano seguiti sia in base al loro specifico gruppo etnico sia in base agli ambienti in cui nascevano e all’assistenza che ricevevano. I risultati, alla fine, hanno parlato chiaro: la razza non c’entra niente. Lo sviluppo più o meno tardivo del neonato nato al 6° o 7° mese dipende dal tipo di assistenza che riceve, dall’alimentazione, dai macchinari ai quali viene collegato per la sua sopravvivenza.

Un valore importante è quello del latte materno. Il 90% dei bimbi analizzati durante lo studio aveva ricevuto l’allattamento al seno della mamma e dunque anche a parità di questo parametro si è visto che lo sviluppo, o mancato sviluppo, era uguale per tutti. Ovvero, i bimbi che ricevevano meno latte materno sviluppavano più tardi, fossero essi bianchi o neri. In Italia, in media, nascono circa 30.000 bambini prematuri l’anno (6% del totale), di questi 2.350 sono in Piemonte. Al di là dell’etnia dei genitori, il loro sviluppo post-natale è dato dalle attenzioni e dalle cure, anche alimentari, che ricevono nei vari ospedali dove vengono seguiti.

admin

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