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Utero "in affitto": la madre rifiuta l'aborto selettivo

L’utero in affitto è una “moda” molto triste che negli Stati Uniti è diffusissima. Non che ci sia nulla di sbagliato nel “prestare” il proprio utero per permettere a una coppia di diventare genitori, ma se questo gesto diventa parte di un sistema, una “industria” che usa la disperazione dei poveri allora si perde quel poco di umano che ancora rimaneva. E’ successo, appunto, negli USA, a Los Angeles.

Melissa è una donna povera che ha affittato il proprio utero, per soldi, ad una coppia sterile. Dei tre gameti impiantati, però, non ne è stato rigettato nemmeno uno e sono andati avanti tutti e tre. Tre gemelli in grembo, una ricchezza imprevista che forse ha “spaventato” la coppia di futuri genitori. Così è arrivata la richiesta: doveva abortirne almeno uno! In fondo che cos’è lei, Melissa, solo una “fabbrica” di figli … una azienda umana. Che deve eseguire quanto scritto nel contratto. Ma è qui che Melissa si ricorda di essere un essere umano e lei, quei bambini, li vuol portare alla nascita tutti e tre.

La donna, quindi, si è rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per andare oltre il contratto stipulato e in favore delle proprie convinzioni etiche. Negli Stati Uniti, infatti, quasi tutti i contratti per l’utero in affitto prevedono che l’aborto possa essere eseguito su richiesta dei donatori di gameti. Una legge crudele, secondo Melissa, che deve essere cambiata. E forse lo sarà, dato che il tribunale le ha dato ragione e che ha costretto le parti a giungere ad un accordo. I genitori biologici manterranno i tre gemellini come da contratto, purché la custodia venga affidata con pari diritti anche a lei, a Melissa. Insomma… li hai voluti, ci aiuti a crescerli!

admin

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