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Il collirio nato a Roma che può curare i sintomi del glioma

Per chi soffre di glioma, un tumore che attacca le vie nervose che trasmettono gli impulsi per consentirci di vedere, oltre alla lotta contro la malattia esiste una lotta contro difficoltà visive e perfino cecità. Vengono infatti interrotti i collegamenti tra retina e cervello, e tutto quel che l’occhio vede non viene registrato dalla mente e non diventa mai immagine per noi.

Oggi pare che si possa porre rimedio almeno a questa sofferenza grazie a un nuovo collirio ideato e sperimentato dai ricercatori italiani del Policlinico Gemelli di Roma. Lo studio dei dottori Chiaretti, Falsini e Riccardi, in collaborazione con il CNR della Capitale, ha coinvolto 18 pazienti di età inferiore ai 25 anni, tutti affetti da glioma. Il collirio si basa su una sostanza di fattore crescita NGF, scoperta dal nostro premio Nobel recentemente scomparso, Rita Levi Montalcini. Una volta somministrato in gocce nell’occhio, la sostanza NGF penetra direttamente all’interno e lavora sui sintomi senza intaccare altre parti.

Dieci pazienti hanno ricevuto per 10 giorni 0,5 milligrammi di NGF, 3 volte al giorno, gli altri 8 hanno ricevuto identiche dosi di un placebo. Le analisi, prima, durante e dopo il test hanno valutato l’acuità visiva, il campo visivo e i PEV (potenziali visivi) del nervo ottico. Dopo circa nove mesi di terapia, i pazienti trattati con collirio NGF mostravano miglioramenti significativi che non erano presenti negli altri col placebo. Inoltre, mentre nei pazienti trattati la malattia sembrava fermarsi o comunque rallentare, negli altri progrediva velocemente. Ora si pensa di sperimentare il collirio NGF anche in chi non soffre di tumore ma ha subito lesioni alla retina.

admin

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