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Prestito in banca per curarsi

Sono Toscana, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Campania le regioni italiane dove si sta diffondendo più che in altre il prestito bancario a fini curativi. In Toscana e Friuli, ovviamente, i ricorsi sono più numerosi ed elevati, mentre Puglia e Calabria vedono ancora poca fiducia dei cittadini ma il fenomeno esiste e presto potrebbe riguardare tutta l’Italia.

Un’usanza un po’ americana, legata forse alle azioni delle assicurazioni mediche, mentre qui da noi è legata alle banche che concedono prestiti anche per accedere alle cure costose. Vere e proprie “finanziarie”, come quelle che si fanno per pagarsi un computer o una cucina nuova, ma che servono qui per acquistare medicinali e affrontare terapie costose, a volte lontane. Lo rivela uno studio condotto da Facile.it in collaborazione con Prestiti.it sulle motivazioni che i cittadini adducono alla richiesta di prestito bancario.
Su 20.000 richieste il 4% va per il pagamento di prestazioni sanitarie per un totale in euro di oltre 340.000. I prestiti di solito vengono rimborsati nel giro di 5 anni e vengono richiesti da persone mediamente giovani (sui 40 anni di età), quasi sempre dipendenti del privato e con stipendio medio di 1500 euro mensili. Le donne (il 39%) sono quelle che ricorrono meno a questo mezzo, anche per via degli stipendi più bassi. La fiducia nelle banche per finanziare le cure è un passo difficile, soprattutto in un Paese dove il rapporto cittadini-istituti di credito non è stato mai roseo, ma l’incoraggiamento che viene soprattutto dalle regioni del Nord fa ben sperare.

admin

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