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Mente e corpo: la ginnastica liberatoria "Rio Abierto"

RIO ABIERTO in spagnolo significa “fiume aperto, fiume libero” ed è il nome di una nuova pratica ginnica che arriva direttamente dall’Argentina. Lo scopo di questo nuovo “ballo” che sta prendendo piede anche da noi è quello di liberare il corpo e lo spirito in un’unica seduta. La chiamano anche “ginnastica espressiva” perché coinvolge musica e recitazione, sebbene in misura minore e certamente mescolate insieme.

L’idea venne alla psicologa Maria Adela Palcos nel 1966, studiando la vita e l’espressione scenica di due danzatrici, Susana Milderman, che rimase paralizzata dopo un incidente, e l’americana Isadora Duncan che per prima mise la danza a servizio della cura del corpo. Da questo insieme nacque “Rio Abierto” che è appunto una pratica psicanalitica in versione ginnica, una danza-terapia di liberazione che mai come oggi serve. Oltre a liberarsi, Rio Abierto ci permette di scoprire noi stessi, o di riscoprirci. Si può fare da soli o in gruppo, meditando o meno.

Le regole di base della danza sono: il movimento guidato dalla musica, l’espressione creativa e la meditazione dove possibile. La musica libera le emozioni, la creatività le esprime all’esterno e la meditazione ci aiuta a riscoprirle dentro di noi. Testimonianze dei primi successi dicono che nelle sedute di Rio Abierto la gente apre il proprio cuore ed esce più leggera, in forma, nel corpo e nello spirito. Qui in Italia il Rio Abierto viene portato avanti dall’iniziativa di Maria Clotilde Robustelli, Enzo Rossi e Claudia Casanovas. Per avere più informazioni a riguardo potete visitare il sito: http://www.ginnasticaemo.it/eventiecorsi.aspx

admin

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