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Le bamboline "disabili" che fanno discutere il web

L’idea è venuta alla giornalista Rebecca Atkinson, nata con un difetto all’udito e costretta a indossare l’apparecchio acustico fin dall’infanzia. Ricorda perfettamente che ricercava quello stesso apparecchio nelle sue bambole e un po’ rimaneva male vedendo che loro non lo portavano. Non erano “come lei”. Oggi si tende a mescolare tutto e tutti nella speranza di vincere i pregiudizi, che è una ottima cosa, ma non si può nascondere la realtà. Una persona disabile non sarà mai come un normodotato e viceversa.

E’ giusto che le bambole siano un modello di equità per tutti, questo indubbiamente, ma a volte proprio grazie al gioco si può imparare una realtà diversa e accettarla come tale. Il Cicciobello nero è stato coccolato da tante bambine bianche, negli anni Ottanta, e oggi grazie all’azienda inglese “Makies” arrivano le bamboline in sedia a rotelle. Il lancio sul mercato di questi giocattoli è coinciso con una campagna di sensibilizzazione partita proprio dalla Artkinson e che ha reso l’evento un caso da discutere, soprattutto su Internet.

Il web è letteralmente impazzito. Si sono levate voci di tutti i tipi, sulle bamboline disabili. Molte quelle a favore, che vedevano in questo nuovo gioco un modo interessante di far accettare il diverso ai più piccoli, ma altre voci erano invece contrarie. Le bambole in sedia a rotelle, dicono alcuni, sono una forma di ghettizzazione dei bimbi disabili! Con la scusa che “loro sono come te” li invitiamo a giocare solo con i “loro simili” e a non sentirsi uguali agli altri. Ma il messaggio è proprio questo. A volte, che ci crediamo o no, è bello per un bambino sentirsi “simile” a uno dei suoi giocattoli… e poi non è detto che le “Makies” disabili debbano essere regalate per forza a un bimbo disabile. Anzi, regalatele ai vostri figli sani … e forse cresceranno con meno pregiudizi di voi.

admin

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