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Domani si celebra la giornata contro le mutilazioni: in Italia sono reato

La più conosciuta è la INFIBULAZIONE, dalla parola latina “fibula”. Proprio così, questa pratica era conosciuta e attuata anche dai Romani, molto tempo prima che Cristianesimo e Islam nascessero. Dunque non diamo tutta la colpa agli africani per una mutilazione che nei secoli hanno usato tutti per impedire alle proprie donne di essere libere di avere una vita sessuale. Oggi sono rimasti in pochi i Paesi a praticarla per legge ma tantissimi, troppi, i cittadini che la praticano in modo clandestino. Anche in Europa.

Fra il 2006 e il 2013, solo in Italia, sono state contate 957 donne con genitali mutilati. Su 284 di esse è stato effettuato un intervento di plastica ricostruttiva presso le strutture sanitarie nazionali. Eppure esiste anche la mutilazione maschile (circoncisione) su cui nessuno dice niente. Ma il perché è presto detto: la circoncisione maschile ha una finalità igienica e non limita la vita sessuale. Quella femminile comporta la parziale cucitura dell’organo sessuale (che verrà poi “scucito” poco prima delle nozze) e viene effettuata quasi sempre in segreto, e con metodi poco igienici e rischio di infezioni mortali altissimo.

Le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili sono ancora in uso presso alcune culture islamiche per “impedire che la donna abbia rapporti sessuali prima del matrimonio” e viene fatta anche alle bambine molto piccole. Quello che molti non sanno è che questa pratica, se fatta male, porta anche problemi a urinare e quando le ragazze hanno il ciclo mestruale. Da qui i gravi problemi di infezione. Domani -6 febbraio- si celebra in tutto il mondo la giornata contro le mutilazioni, e pratiche come la infibulazione sono FUORI LEGGE IN ITALIA ai sensi dell’articolo 583 – bis del codice penale. Se eseguite in clandestinità rappresentano a maggior ragione un reato, punito con la reclusione da 4 a 12 anni. È prevista, altresì, una pena da 3 a 7 anni anche per chi provoca lesioni agli organi genitali femminili diverse, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente. Molti immigrati che arrivano nel nostro Paese non conoscono la legge ma per questo il Ministero sta dando fondi alle varie regioni per potenziare i centri ascolto e le intermediazioni culturali a questo riguardo.

admin

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