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Incredibile trapianto a Torino: la donatrice ha 94 anni

Una professoressa in pensione, MOLTO in pensione. Ha 94 anni e muore, all’improvviso, a causa di una emorragia cerebrale, come può capitare spesso a quell’età. Ma lei aveva deciso di iscriversi al registro dei donatori di organi e i nipoti lo sapevano. Per cui, al momento del decesso hanno autorizzato i medici -qualora ci fossero le condizioni- di espiantare uno o più organi della loro nonna.

Ha dell’incredibile questo trapianto avvenuto all’ospedale “Le Molinette” di Torino, perché di solito c’è un limite massimo per la donazione di organi, imposto dalla logica. Un organo troppo anziano ha una aspettativa di vita cortissima e può andare incontro a deterioramento precoce. Ma in assenza di altre speranze, si può consentire un trapianto da persone anziane anche perché, dice la statistica medica, gli organi sani degli anziani possono sopravvivere anche dieci o quindici anni prima di cedere.

Il fegato della professoressa ultranovantenne è andato a salvare la vita di una donna di 61 anni malata di una grave patologia epatica da tempo. La sua aspettativa di vita si era accorciata di moltissimo, mentre adesso con il “nuovo vecchio” organo donato dalla generosa vecchietta potrà avere almeno altri dieci anni di vita sana innanzi a sé. Ultimamente si stanno aprendo nuovi orizzonti nel settore del trapianto d’organo e si usano tutti gli stratagemmi utili per consentire la salvezza di vite umane. Come il trapianto da cadavere, ovvero da corpi in cui il cuore non batte più, grazie alla circolazione extracorporea che mantiene vivi e sani gli organi anche ore dopo la morte.

admin

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