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La prima patologia dei rifugiati: la psicosi

Lo studio è stato condotto in Svezia su 1 milione e 300 mila persone, tutti giovani e immigrati, seguiti dal 14° anno di vita in poi. Lo scopo era quello di capire quali fossero le patologie più diffuse tra i nuovi arrivati in Europa e ha sorpreso un po’ tutti vedere che la psicosi e le fobie sono le numero uno. Il Registro Nazionale Svedese ci rivela quello che tutti immaginavamo, specialmente relativamente ai rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni politiche.

Non tutti gli immigrati sono in fuga da violenze, alcuni vengono solo per cercare fortuna. Ma in generale tutti passano da esperienze altamente traumatizzanti prima di arrivare in Europa. E certe esperienze segnano più dentro che fuori. Dai test si vede che -su 10.000 persone- la psicosi riguarda 4 europei e almeno 8 immigrati. Il rischio di disturbo mentale tra i rifugiati è dovuto non solo al trauma del viaggio e dello sradicamento ma anche da quel che hanno vissuto in patria prima di partire. Le forme di psicosi più diffuse sono: schizofrenia, alienazione, depressione, manie di persecuzione.
Ultimamente anche a causa dell’aumento degli arrivi si è puntato quasi tutto sulle cure mediche immediate: malattie contagiose, ferite, gravidanze, virus… ma poco o nulla si fa per i problemi mentali. Che, ripetiamo, possono essere anche lievi e superabili ma senza una guida o un aiuto specifico non se ne esce. Ricordiamo inoltre che molti rifugiati sono musulmani e preferiscono parlare dei propri problemi con gli Imam. Il che non è sbagliato, ma dipende anche da quale Imam incontrano e cosa gli dice in privato. Forse, aiutare queste persone a ritrovare una serenità psicologica potrebbe favorire anche una lotta capillare al terrorismo, spesso indotto con “prediche” sbagliate proprio da certi capi religiosi.

admin

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