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Piccioni e ciclisti anti inquinamento a Londra

Quanto è inquinata la nostra città? Quante sostanze nocive respiriamo e ci portiamo in corpo, con il rischio delle peggiori patologie in agguato? Non sempre possiamo saperlo, non è facile scoprirlo. Ma in Inghilterra, a Londra, dove l’inquinamento è un problema serissimo, hanno aguzzato l’ingegno con “E-Plume”, un progetto ideato dall’Imperiale College con i ricercatori dell’azienda high-tech Plume Labs. Protagonisti: i piccioni. Ma non solo.

L’idea è di far volare una decina di piccioni, che a Londra (come ovunque) non mancano, scegliendoli tra i più longevi con una sorta di “sacchetto” montato sul dorso. Dentro il sacchetto un software che analizza i livelli di ozono, biossido di azoto e composti organici volatili, trasmettendo i risultati ai ricercatori a terra. Salvo imprevisti o incidenti spiacevoli, i piccioni diventeranno così la prima “pattuglia anti inquinamento” della storia, portando l’uomo direttamente là dove i suoi limiti non possono portarlo. Infatti, è impossibile usare gli aerei (che inquinano già di per sé) e i droni non arrivano ancora così lontano. Ma i piccioni sì…

E non solo i piccioni. I ricercatori londinesi ora stanno cercando anche “pattuglie umane”. Servono centinaia di volontari tra ciclisti, corridori per passione, genitori e nonni che camminino a piedi e altri frequentatori dell’aria cittadina che possano misurare a terra quel che i piccioni misurano nell’aria. Il confronto tra le due cose darà il risultato della “salute” dell’aria e con essa della salute che ne deriva a noi. O delle malattie che rischiamo, che è più plausibile. “In questo modo” dicono gli scienziati “possiamo capire l’inquinamento dell’aria della città in grande dettaglio” e suggerire le soluzioni più valide nell’immediato, senza perdere altro tempo prezioso.

admin

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