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Psicologia: l’intelligenza rende asociali

Attenzione a capire bene l’argomento. Non è l’intelligenza la parte negativa di tutto, cioè la ragione che rende asociali… ma al contrario, la nuova moda è quella di isolare le persone particolarmente geniali. Forse perché la società è sempre più ignorante e superficiale e non capisce il valore di queste persone preziose…

Uno studio inglese ha coinvolto 15.000 volontari di età compresa tra i 18 e i 28 anni e ha dimostrato che le persone con un QI particolarmente elevato tendono a rimanere isolati al punto che sviluppano una sorta di fobia della gente. Gli intelligenti hanno così pochi amici, e quasi sempre si tratta di altri geni come loro con cui si ritrovano senza sentirsi “strani”. E purtroppo questa conseguenza non favorisce il loro benessere psicofisico. Infatti l’uomo è animale sociale e ha bisogno di avere un gruppo accanto. Per un antico ricordo animale, gruppo significa protezione e avere amici che ti circondano significa sentirsi bene e al sicuro.

Le persone intelligenti che sanno risolvere tutto da sole tendono in genere ad avere meno bisogno degli altri, ma non per questo l’isolamento fa loro bene. Anzi, spesso si verifica il fenomeno per cui pur di avere amici i soggetti intelligenti si mortificano e si abbassano al livello della massa per non apparire alieni. Le masse -dal canto loro- invece di apprendere da questi soggetti speciali li fanno sentire fuori posto. Questo può essere un pericolo immediato per la persona (depressione, emarginazione) e duraturo per l’evoluzione umana che si allontana dalla perfezione.

admin

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