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Otto ospedali per una donna in coma, che muore lo stesso

Possibile caso di errore medico in Puglia. La storia comincia addirittura otto mesi fa quando una giovane coppia arriva all’ospedale “Perrino” di Brindisi. Lei deve sottoporsi a un esame specifico, la rachicentesi, e ha solo 27 anni. Per eseguire l’esame bisogna prima effettuare una puntura lombare, azione banalissima e di routine che anzi serve a non far sentire dolore… ma dopo l’iniezione la donna perde conoscenza inaspettatamente.

Almeno questo afferma il marito, che le era accanto al momento e che non l’ha più lasciata negli otto mesi di coma in cui la donna è caduta. Un coma senza più speranze di risveglio che si è concluso per una complicazione il 19 febbraio scorso, quando la giovane donna è morta. Da allora sono partite le procedure per capire cosa sia successo, data la giovane età e i precedenti di buona salute. La famiglia ha affidato agli avvocati Giuliano Calabrese e Stefano Del Vecchio le proprie pretese che pongono i sospetti su quella famosa puntura lombare.

L’ospedale dal suo punto di vista si difende e per questo l’inchiesta deve prima chiarire i fatti. E’ stata davvero l’iniezione a causare la crisi della donna? Era malata da prima? E’ stata uccisa da una complicanza imprevista? Il dramma più grande -come se questo non bastasse- è che la donna, in coma, è stata trasferita in OTTO ospedali diversi per cercare di salvarla. Un calvario che non ha avuto infine soluzione e di lei rimane solo il ricordo, al marito e al figlioletto di 7 anni. Per questo sono sotto indagine 18 medici sparsi tra gli ospedali di Brindisi e provincia, di Lecce, Taranto e Bari, città quest’ultima dove infine la donna è deceduta.

admin

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