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Attacchi di panico: fa più danno la paura che l’evento vero e proprio

L’attacco di panico indica in modo molto generico una serie di disturbi psico-fisici che possono avere decine di cause diverse: iperemotività, conseguenze di uno stress post traumatico, conseguenze di un lutto o di un forte shock emotivo. I sintomi sono simili per tutte le forme: accelerazione del cuore, del respiro, nausea, debolezza, sensazione di svenimento… in alcuni casi svenimento vero e proprio. Eppure, nella storia clinica conosciuta, di attacchi di panico autentici se ne verificano solo due su dieci. Le altre sono solo sensazioni.

Chi sperimenta un attacco di panico, o i sintomi dell’inizio di un attacco di panico, non li dimentica più. Sia che l’evento avvenga o meno, la “paura di sentirsi male” rimane. Ed è quella che in futuro causa gli altri attacchi, o quel che sembrano attacchi. La persona tende a evitare sia le cause scatenanti (ricordi, luoghi, sensazioni) sia le situazioni imbarazzanti (luoghi affollati) per cui si chiude in casa e smette di vivere una vita sociale! Per questo l’ansia più comune tra chi soffre di panico è: si può guarire? E come?

In realtà l’attacco di panico non è una “malattia” da guarire. E’ un segnale di allarme del nostro corpo che deriva dal nostro passato da animali selvatici e ci avvisa che il pericolo è vicino. Anche la sensazione di svenimento deriva da un’antica arma di difesa (gettarsi a terra come morti per scoraggiare l’assalitore), dunque l’unica cosa da fare è placare i sintomi, controllarli. Per prima cosa si deve capire e accettare cosa scatena l’attacco: un ricordo? un suono? un viso? E perché quel ricordo è così traumatico da farci crollare? Tutto questo ce lo può dire la psicanalisi, ad oggi unica soluzione veramente efficace contro gli attacchi di panico. Però non esiste la bacchetta magica né una pozione miracolosa. Bisogna seguire la terapia con pazienza e costanza. E ricordare sempre che la terapia ci deve fornire i mezzi per affrontare da soli il problema.

admin

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