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#bastatacere, mamme sui social contro la violenza ostetrica

Una pagina Facebook per denunciare, in pieno anonimato, casi di abuso, maltrattamenti o violenza durante l’assistenza al parto. In Italia, specificano i gestori della pagina, non esiste il reato di “violenza ostetrica” ma è un fenomeno sempre più frequente, invitando chiunque ne sia stata vittima a raccontare in forma anonima la propria esperienza per iscritta, scattare una foto (senza volto) e inviarla via social network, con l’hashtag #bastatacere. Gli abusi possono andare dalla profonda umiliazione a procedure mediche coercitive o non acconsentite (inclusa la sterilizzazione); dalla mancanza di riservatezza al rifiuto di offrire un’adeguata terapia per il dolore. L’iniziativa è curata da: Human Rights in Childbirth in Italy, La goccia magica, Nanay, Centro Alma Mater, Cerchidarcobaleno, Rinascere al Naturale, Città delle Mamme Frascati, Comitato per la Buona Nascita, Forum PartoNaturale, Innecesareo Onlus, Ciao Lapo Onlus.

L’11 marzo 2016 è stata depositata una proposta di legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” da parte dell’Onorevole Adriano Zaccagnini. La proposta propone il rispetto dei fondamentali diritti umani della madre e delle persone che nascono perché garantire i diritti significa anche garantire sicurezza e salute: “Si tratta di una proposta che mette la madre e il bambino al centro”, si legge sulla pagina Fb. La bozza di provvedimento prevede l’introduzione del reato di “violenza ostetrica” in seguito alla recente dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS 2014) su “La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”.

admin

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