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Ricercatore italiano vince la battaglia contro la pedofilia

Il dottor Teodoro Pulvirenti (foto), quarantenne siciliano della provincia di Catania, vive negli Stati Uniti da molto tempo. Laureatosi nel 1996 in Farmacia, ha subito iniziato una brillante carriera che lo ha portato alla ricerca scientifica prima in Inghilterra e poi presso il prestigioso Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove lavora tutt’ora. Moltissime le ricerche a suo nome, tanti i saggi e le pubblicazioni. Famiglia sana alle spalle e stipendio solido. Nulla da chiedere, dunque.

Tranne una cosa… giustizia. Giustizia per quell’unica ombra che dai 14 anni in poi ha offuscato la sua felicità: gli abusi subiti da un prete, il parroco amico di famiglia, che per anni sono stati un incubo nella vita reale del ragazzino e poi nei ricordi dell’uomo che è diventato. Con l’aiuto di una associazione americana prima, poi della “Caramella Buona” in Italia, e con il supporto di un cellulare che registrava tutto, il dottor Pulvirenti è andato dal prete ormai anziano e gli ha fatto confessare tutto. Da qui è partita l’avventura del doppio processo, civile e religioso, sugli atti di pedofilia che avrebbero riguardato più di un ragazzo nel periodo in cui Teodoro viveva il suo dramma.

In due si sono fatti avanti, a supporto delle accuse del giovane ricercatore, e sebbene la giustizia civile abbia fatto cadere in prescrizione il reato a causa del troppo tempo trascorso (le accuse sono del 2011, il reato dei primi anni Ottanta), il tribunale del Vaticano ha invece proseguito le indagini e alla fine ha accertato la veridicità delle prove del dottor Pulvirenti. E proprio ieri è arrivata la sentenza definitiva che condanna il prete, togliendogli tutti i poteri dati dal suo sacramento e allontanandolo dalla diocesi di appartenenza. A chi lo accusava di aver cercato fama e denaro, Pulvirenti replica con un sorriso di compassione. Un ricercatore già famoso e affermato, con un lavoro di prestigio, non avrebbe motivo di “cercare la fama” gettando la propria vita in pasto ai media. A meno che quella vita non fosse stata segnata da un dramma vero.

admin

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