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Ecco come funziona il “doping per finta”

L’uomo è un animale pensante. In quanto animale, tende a fidarsi dell’istinto e dell’abitudine. In quanto pensante, può creare col cervello delle sensazioni utili anche immaginando cose che non esistono. L’Università di Verona sta studiando gli effetti di una sorta di placebo utilizzato nel campo sportivo per illudere gli atleti di avere potenzialità extra che non hanno.

Gli atleti, tutti ciclisti, sono stati invitati a bere una bibita particolare “che conteneva caffeina e altre sostanze energizzanti” e poi a fare le proprie performance. Si è visto che le prestazioni erano notevolmente migliorate, dopo aver bevuto la bibita che però … sorpresa! Non conteneva né caffeina né altre sostanze energizzanti. Solo acqua, zucchero e aromi che richiamavano il sapore del caffè. Dunque, poca acqua in più in corpo produce effetti eccezionali se la persona si auto convince di assumere qualcosa di diverso che possa aiutarlo a far meglio.
Durante l’osservazione del cervello durante la prestazione, si vedeva chiaramente che la corteccia motoria si “illuminava” ovvero che aumentava l’attività elettrica, proprio come se fosse in balia di un forte stimolante. In realtà di stimolante, in corpo, non c’era proprio nulla se non la pura convinzione che il cervello generava, illudendosi di aver assunto un medicinale importante. Questo potrebbe aiutare gli sportivi a liberarsi dal problema del doping vero. Se li si “inganna” con queste sostanze finte a loro insaputa, si otterranno gli stessi risultati clamorosi ma senza incorrere in rischi di multe e squalifiche imbarazzanti.

admin

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