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Aborti procurati oppure errori medici? Grave scandalo in Calabria

Morte sospetta di due neonati nel giro di poche ore, lesioni irreversibili su un altro bimbo dichiarato invalido poche settimane dopo la nascita, e ancora i traumi e crisi epilettiche nelle partorienti, crisi mioclonica in un’altra partoriente, procurato aborto senza consenso ad una donna e le lacerazioni strutturali ed endemiche di parti intime di altre pazienti. Questo bollettino di guerra non proviene da un campo dell’Isis ma da un ospedale italiano, in Calabria.

Sotto accusa, nella inchiesta che ha scoperchiato questi gravi scandali, sono il “Bianchi-Melacrino-Morelli” e gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria e si deve ancora capire se si sia trattato di pura coincidenza, ovvero di errori medici avvenuti per caso o di azioni mirate, fatte apposta su pazienti ignare e per chissà quale motivo. E’ stata la Guardia di Finanza ad aprire il filone, scoprendo comunque una fitta rete di “copertura” che tendeva a mettere a tacere questi fatti sospetti per proteggere i protagonisti. Oggi che tutto è uscito fuori, rischiano il posto di lavoro e la libertà almeno 11 persone.

Alcuni sono già stati arrestati, altri invece sono stati raggiunti da provvedimenti comunque restrittivi in attesa del processo. In linea di massima però tutti sono sospesi dall’esercizio della professione per almeno un anno. Si tratta di operatori sanitari dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia. Quattro di loro sono medici, sette sono personale ospedaliero vario inclusi altri medici e una ostetrica. Alcune delle persone indagate non sono più dipendenti dei due ospedali da alcuni anni, forse perché pensionati o perché sospesi per altri motivi. Rimane il dubbio su quelle lesioni gravi e sospette e soprattutto sulla costruzione di questa rete protettiva che li ha insabbiati per tanto tempo.

admin

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