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AIDS, recuperare il ritardo storico per batterla in 5 anni

La lotta contro l’AIDS è interminabile. Da quanto il virus è venuto potentemente allo scoperto, nei primi anni Ottanta, e si credeva fosse una epidemia simile alla peste i passi avanti della ricerca sono stati tanti, subito però sfumati davanti a un virus mutevole e subdolo. Negli anni Novanta, grazie anche alle campagne di sesso sicuro e alle nuove scoperte scientifiche, sembrava che si potesse giungere a una cura nell’arco di una trentina d’anni.

Oggi siamo nel 2016 e la battaglia sembra ancora lontana dall’esser vinta. Colpa dell’educazione dei giovani che è sparita, colpa delle regole sul sesso che sono state sballate, della mancanza di sicurezza, della superficialità e delle nuove mode masochiste… il virus è tornato alla ribalta. Eppure la ricerca non si è mai arresa. Infatti ora possiamo azzardare ipotesi ottimiste sul prossimo futuro.
“C’è una seria possibilità che entro i prossimi tre-cinque anni i pazienti affetti da Hiv verranno negativizzati, diventando anche non contagiosi con terapie relativamente leggere”, ha dichiarato il dottor Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. In tempi in cui l’infezione nel mondo aumenta del 4% l’anno sembra un ottimismo un po’ eccessivo, ma chi è dentro l’ambiente conosce i livelli di successo delle terapie in fase di sperimentazione. Si stanno per aprire nuove vie della medicina, e gli scenari potrebbero cambiare in maniera imprevedibile. Le malattie oncologiche stanno già trovando una terapia adatta, a seguire potremmo trovare soluzioni utili anche per le patologie infettive e neurodegenerative. L’AIDS rientra in questo ventaglio di ipotesi.

admin

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