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Gara a chi usa l’ago più grosso: un gioco di poco rispetto

Diciamolo subito, a scanso di equivoci. Di per sé questo “gioco” non ha fatto del male a nessuno. I medici e gli infermieri che vi hanno preso parte, all’ospedale di Vicenza, non infilavano aghi a casaccio per vincere ma semplicemente annotavano quali cateteri usavano durante il giorno e poi si confrontavano con i colleghi per vedere chi aveva “vinto” sulla lunghezza dell’attrezzo.

La “gara” si svolgeva infatti sui social, a colpi di “io oggi ho usato tale ago”, “io invece ho usato questo, vinco io”… insomma, una roba da bambini più che da professionisti che magari non merita punizioni clamorose. Infatti la punizione presa dall’ospedale è stata molto lieve, cosa che ha fatto infuriare il presidente del Veneto, Luca Zaia,costernato dalla vicenda. Lo stesso Zaia aveva infatti allertato il segretario generale regionale per la sanità per acquisire i dati messi allo scoperto da uno dei medici “pentiti” del gruppo.
Vero che nessuno si è fatto male ma rimane il fatto che dei professionisti non dovrebbero “giocare” sulle sofferenze dei pazienti. Dei professionisti che hanno a che fare col dolore e con la paura dei malati non dovrebbero ridere di quelle situazioni. Non hanno fatto del male a nessuno, vero, ma hanno mancato di rispetto ai loro pazienti. Come ha fatto l’infermiera che si è scattata un selfie davanti a un cadavere, come hanno fatto i medici campani che ridevano del disastro combinato sul corpo di una partoriente. E’ questo che fa paura, ed è questo che andrebbe punito… SEVERAMENTE. La totale mancanza di pietà umana, di rispetto e di decenza nei confronti di chi, in quel momento, non ha nulla di cui ridere.

admin

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