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La microchirurgia che salva da ictus e infarti

Infarto e ictus, due mali apparentemente diversi ma uguali in molti aspetti. Riguardano entrambi dei disturbi vascolari, entrambi portano alla morte di cellule a causa di mancata ossigenazione, entrambi lasciano cicatrici devastanti… ma il primo nel cuore, il secondo nel cervello. Ormai si tende a curarli anche con terapie farmacologiche, che si mantengono anche dopo l’evento, ma la sicurezza assoluta per la vita risiede ancora nella chirurgia.

Sempre meno pesante, la chirurgia moderna è per lo più endovascolare, ovvero eseguita con sonde interne alle arterie e vene per raggiungere il punto malato. Ha comunque dei rischi, ma molti meno della chirurgia di un tempo e soprattutto salva molte più vite. In entrambi i casi -infarto o ictus che sia- la tempestività è fondamentale. Più tardi si agisce e più gravi saranno i danni… fino alla morte. Ogni minuto che passa senza soccorso si perdono per sempre 1,8 milioni di neuroni. Con i farmaci si ottiene la liberazione dei vasi ostruiti in modo indolore ma con poca certezza di aver evitato ricadute. Con la micro chirurgia invece si risolve.

Oggi basta un catetere inserito dall’arteria femorale per arrivare ovunque. Il chirurgo può riaprire l’ostruzione senza mai usare il bisturi e la persona non deve nemmeno essere sedata, in certi casi. Il recupero è rapidissimo e sul corpo non restano cicatrici. I dati raccolti in tanti anni di pratica confermano oltre ogni dubbio, con l’approccio chirurgico si salvano il doppio di vite umane. Per evitare del tutto che vengano ictus e infarti, a meno che il problema non sia ereditario, si deve vivere in modo sano e mangiare pochi grassi, facendo anche tanto movimento. Possibilmente meglio vivere in luoghi non inquinati e evitare vizi ed eccessi legati a fumo, alcol o droghe.

admin

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