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Sanità 2.0: ecco come cambia nell’era Whatsapp

Italia super tecnologica. Terra con quasi tutti gli abitanti iscritti a Facebook, terra di appassionati di Candy Crush e di Whatsapp eppure ancora non abituata a utilizzare servizi utili online: solo il 24% degli utenti prenota online visite ed esami, solo il 15% consulta i documenti clinici via web. Una percentuale minima (5%) usa il Fascicolo Elettronico e moltissimi altri ignorano che esista. D’altra parte è attivato solo in 6 regioni su 20.

Lo ha rivelato il Politecnico di Milano grazie ai dati raccolti dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management che ha anche indagato sulle spese che gravitano intorno all’uso digitale dei servizi sanitari: in Italia, circa 1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica, cioè 22 euro per abitante. Una spesa che non si discosta da quella del 2014 quando la rivoluzione digitale era appena cominciata e molte strutture si dovevano adeguare, segno questo che la gente ancora non si fida. Nonostante la indubbia comodità dell’uso online di prenotazioni, diagnosi e simili, gli italiani cercano ancora il contatto umano e visivo col medico.

Ma questo rapporto sta lentamente cambiando, il che fa ben sperare per il futuro: oggi medici e pazienti comunicano via email nell’83% dei casi e via messaggino nel 70% dei casi. Molti medici di base usano Whatsapp (una crescita di +33% rispetto allo scorso anno) e ovviamente aumentano allo stesso tempo i pazienti che rispondono a questo utilizzo. Pochi quelli che ancora diffidano di certi mezzi, soprattutto i medici che temono aumenti di lavoro e distrazioni, e pazienti che temono che i propri dati siano “spiati”. C’è anche il timore di incomprensioni. Man mano che i mezzi elettronici si faranno più comuni, anche i cittadini più anziani -che in Italia sono la maggioranza- si abitueranno ai nuovi metodi sanitari e per questo gli esperti contano di vedere un aumento ulteriore nei prossimi cinque anni. Bisogna partire dagli sportelli delle ASL e dalle farmacie, per diffondere questa nuova educazione.

admin

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