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E se l’obesità fosse contagiosa? Uno studio inglese lo ipotizza

Adesso non entriamo in paranoie… non dovete scappare ogni volta che una persona grassa tossisce! Il contagio di cui parla lo studio dei ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute (Gran Bretagna) è per adesso solo una ipotesi, e se anche fosse vero, si trasmetterebbe con uno scambio di batteri intestinali. Un po’ come succede quando abbiamo i la diarrea che può diventare contagiosa se qualcuno usa lo stesso bagno dopo di noi.

Lo studio inglese è stato riportato da “Nature” rivista prestigiosa che non diffonde notizie tanto per fare. I ricercatori hanno lavorato su un campione di 140 batteri diversi, analizzando il loro comportamento e hanno visto che circa un terzo di questi può riattivarsi in determinate situazioni e sopravvivere ad ambienti e condizioni variegate. Ciò potrebbe spiegare alcune anomalie nell’equilibrio del microbioma, proprio come avviene nelle malattie intestinali, e in famiglia dove spesso si usano gli stessi ambienti e gli stessi abiti questo significa anche contagio. Ma come si può “contagiare” la voglia di mangiare cronica? Non era un disturbo prevalentemente mentale?

Sicuramente il fattore psicologico è il primo. Ma c’è anche una tendenza ereditaria che può associarsi ad esso. E se a tutto ciò si aggiunge la resistenza all’ambiente esterno di certi batteri intestinali, che possono passare quindi da una persona “predisposta” all’altra, si ottengono le condizioni ottimali per “trasferire” la malattia -perché questo è l’obesità- da soggetto a soggetto. Si tratta insomma di un nuovo e più completo approccio allo studio dell’obesità, che va considerata sotto molti punti di vista e non più sotto uno (disturbo alimentare) o due al massimo (disturbo alimentare associato a disagio psichico). Solo l’insieme delle competenze può risolvere un problema che oggi riguarda milioni di persone in Occidente.

admin

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