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Domani, Giornata Internazionale della Disabilità

Centinaia e centinaia di incidenti stradali lasciano ogni anno migliaia di “feriti” che nel nostro modo di leggere la cronaca sono “fortunati” perché se la sono cavata. Ogni volta che pensiamo a qualcuno che “si sveglia dal coma” tiriamo un sospiro di sollievo perché “ce l’ha fatta”. Ma per queste persone, in realtà, il peggio deve ancora venire! La disabilità, sia essa fisica o mentale (o entrambe!), è una nuova vita che si deve imparare a vivere da capo e spesso soli, senza l’appoggio dello Stato. In particolare in Italia la situazione è drammatica: qui da noi si spende pochissimo per i disabili, che spesso -troppo spesso!- sono lasciati alle famiglie le quali reggono un peso micidiale. Per questo, dal 1981, si celebra ogni 3 dicembre la Giornata Internazionale della Disabilità.

Essere disabili oggi

La OMS rivela che in tutto il mondo il 15% della popolazione convive con la disabilità. Di queste persone, 190 milioni affrontano problemi molto gravi e quotidiani, per colpa della loro condizione. E la disabilità aumenta vertiginosamente, sia per colpa dell’invecchiamento globale dell’umanità che per colpa del troppo benessere (vizi, auto veloci, incidenti…). In Italia ci sono almeno 3 milioni di disabili, di cui 700.000 con problemi motori, 200.000 con problemi sensoriali e 400.000 con limitazioni mentali. La spesa per ognuna di queste persone è 430 euro a testa, mentre nel resto d’Europa sale a 538 euro. E se non bastasse questa disparità a livello nazionale, scendendo per regioni il divario aumenta (469 euro in Calabria e oltre 3.000 in Piemonte!).

Cosa vogliono i disabili

I disabili in grado di gestire la propria vita vorrebbero far parte della società. Vorrebbero aver garantita quell’assistenza tale da permettere loro di lavorare, di pagarsi le spese incluse quelle di assistenti e badanti. I disabili che non possono essere autonomi, per bocca delle loro disperate famiglie, chiedono sostegno da parte dello Stato. Ci sono madri e padri che hanno perso il lavoro per restare a casa a badare al figlio, e questo è insostenibile. Purtroppo la burocrazia è una macchina lentissima, e in queste situazioni, anche pericolosa! La Giornata di domani serve a incoraggiare chi si trova in queste condizioni, ma anche a chiedere a gran voce -ancora una volta- attenzione a questo mondo sempre meno sommerso. L’approvazione del progetto “Dopo di Noi” già dona serenità alle famiglie dei disabili, ma è solo il primo di molti passi ancora da fare… .

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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