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Sesso: come si misura l’orgasmo femminile

Ma come si fa a capire il piacere delle donne? E’ un problema talmente serio, per i maschi, che Woody Allen in uno dei suoi mitici film aveva ipotizzato la costruzione di un “orgasmometro” per poter capire sia quando la compagna fingeva e quando no, sia a che livelli godeva. Insomma, le donne, si sa, non “funzionano” come gli uomini e non sempre raggiungono il massimo piacere sessuale a comando. A volte, anzi, fanno finta per compiacere il proprio uomo ma loro subiscono il sesso come un dovere del momento. E anche quando partecipano, molto coinvolte, non si sa mai a che livelli sentono davvero il piacere. Qualcuno ha deciso di porre fine a questo eterno dilemma e in particolare, presso il XII Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) è stato presentato davvero un misuratore di orgasmi, idea nata dalla ricerca tutta italiana. 

L’orgasmo femminile da uno a dieci

“L’orgasmometro” era stato già sperimentato sugli uomini e si era visto che la sua funzione era abbastanza soddisfacente sebbene necessitasse di miglioramenti. Questi miglioramenti sarebbero stati apportati e oggi lo si propone anche per le donne. In una scala da 1 a 10, esso misura l’intensità del piacere femminile e la sperimentazione su 500 donne sane, senza disturbi sessuali di alcun tipo, ha dimostrato i primi risultati: se il misuratore non supera il livello 5 la donna ha forti problemi a raggiungere l’orgasmo, per motivi diversi o per disturbi sessuali; se si mantiene tra 5 e 7 si ha una percezione del piacere equilibrata, giusta, intensa quanto basta. Oltre il 7 e fino al 10 si sta avendo il massimo godimento.  Ovviamente la misurazione tiene conto di molti fattori come la lubrificazione, le sensazioni vaginali o clitoridee.

Un orgasmo più intenso

L’esperimento, oltre a far capire alle donne (e ai loro uomini) il livello di piacere femminile sta aiutando i medici a comprendere una serie di “misteri” legati alla vita sessuale, come la differenza tra la penetrazione e la sola stimolazione clitoridea, l’efficacia della masturbazione sulla capacità di raggiungere prima e meglio l’orgasmo durante un rapporto e così via. Un nuovo mezzo che, al di là delle battute di spirito e della fantasia, serve a stilare finalmente un percorso unico sul piacere femminile del quale si parla spesso male e in modo sommario. Basti pensare al “mito” del Punto G, che dopo quasi 20 anni di affannata ricerca si seppe non essere MAI esistito.  E non sempre le donne stesse sanno cosa è meglio per loro, o sanno come esprimerlo al partner, per cui questa ricerca serve anche a loro. Certo, un po’ di romanticismo si perde nelle nebbie della scienza… se durante un rapporto si deve misurare elettronicamente la sua parte migliore!

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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