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Cosa è la “depressione da facoltà di Medicina”?

Tranquilli, non è una nuova sindrome, ma un fenomeno da studiare comunque. Si tratta di comportamenti anomali che vengono registrati sempre più tra gli studenti delle facoltà di Medicina. Il che suona anche assurdo, se consideriamo il fatto che questi ragazzi per entrare in determinate facoltà superano ostacoli difficilissimi ed esami complessi. Dunque come mai, una volta dentro il mondo dei loro sogni, si deprimono? Alcuni ricercatori dell’Università di Manchester hanno deciso di vederci chiaro, avviando proprio uno studio su questo tema e coinvolgendo decine di studenti tra Europa e Stati Uniti. La facoltà di Medicina è già un cammino difficile, ricco di responsabilità e di problematiche che i ragazzi imparano ad affrontare insieme alle materie di studio, per cui l’ansia e il nervosismo ci stanno e possono accentuare questa “depressione” anomala.

Competizione e ansia per il futuro da medici

Uno studente di Medicina su tre è depresso (il 27% , ovvero una percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale al di fuori dell’università) e di questi una minima percentuale ha ammesso di pensare spesso al suicidio. Pochi cercano di risolvere la cosa chiedendo aiuto, la maggior parte lascia gli studi prima della scadenza. Ma perché queste reazioni in un ambiente medico che dovrebbe invece inorgoglire e rendere positivi? Prima di tutto, la causa è legata alla competizione. Avere i primi incarichi, essere in prima fila in sala operatoria … chiunque abbia visto un episodio di Grey’s Anatomy sa cosa vuol dire competizione in corsia. Come se non bastasse, questo toglie attenzione allo studio e aumenta l’ansia da esami. E infine, pensando al futuro da medici … spesso osteggiato da denunce facili e ammissioni alle scuole di specializzazioni complicate, i ragazzi hanno un crollo.

Organizzare un aiuto fin dai primi anni

L’Università di Manchester ha cominciato a trattare il fenomeno a livello “aziendale”, ovvero con un impegno globale dell’intera facoltà. Occorre agire sui singoli e sui gruppi, invitare e incoraggiare a cercare aiuto davanti ai primi sintomi depressivi e anche organizzare turni di lavoro e di studio in modo da limitare al massimo l’ansia competitiva. Aprire certe lezioni, certi interventi a più ragazzi, senza farli sgomitare per capire chi è il migliore, puntare sulla nobiltà della professione medica per farli sentire fieri di quel che stanno studiando. E dar loro coraggio con le teorie e con la pratica applicata, in modo da farli sentire pronti al futuro.

 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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