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Tintura per capelli. Fa male? E quanto?

I nostri capelli, per quanto belli e attraenti, sono in realtà un fiume di cellule MORTE. Quando nascono dal follicolo pilifero sono cellule vive che man mano muoiono e si induriscono per azione della cheratina, infatti quando sbucano fuori dal cuoio capelluto in realtà sono strutture inutili. L’unico scopo che hanno è di proteggerci dal sole e dalla pioggia! Dunque, curarli, tingerli e arricciarli è solo un vezzo nostro, e non porta nessun benessere ulteriore al pelo in sé. Ma premesso questo, perché si continua a parlare di tinture che potrebbero far danno se nulla può uccidere qualcosa che è già “morto”? In verità le tinture venivano usate dalle donne fin dagli antichi tempi degli egiziani e dei greci. I capelli si coloravano con erbe, con l’henné, con sostanze naturali che ben si adattavano all’elemento naturale del corpo umano. Oggi, con tante sostanze chimiche, la situazione è differente.

Storia del capello

I nostri capelli sono il “retaggio culturale” di quando eravamo animali pelosi privi di abiti e di case, per cui il capello ci proteggeva dal freddo, dalla pioggia, ma anche dal forte sole. I nostri capelli sono costituiti da tre strati di materia: la cuticola esterna, la corteccia mediana e il midollo. Il “midollo” sarebbe il fusto che tiene tutta la struttura e il rischio di alcune sostanze chimiche è quello di attaccare e distruggere questa parte del capello, che in tal modo cade. Per mantenerli sani quindi bisogna preservare il midollo, ma anche agire sulla corteccia (che determina la fragilità del capello)  o sulla cuticola, che per inciso è quella che rende il capello lucido e bello.

La tintura fa danno?

Le tinture recenti hanno sfruttato al massimo composti chimici per colorare i capelli e questi -oltre a danneggiare lo strato esterno- si infiltravano nella corteccia e andavano ad uccidere il midollo.  Ultimamente si sta tornando a creare tinture il più possibile naturali, sebbene le erbe colorino ma non mantengano a lungo la colorazione. Esistono tinture temporanee, che fanno un danno minimo o nullo al capello; tinture semipermanenti che si fanno su chi ha capelli ancora colorati con pochi fili bianchi, proprio per nascondere questi ultimi, e possono contenere composti chimici in minima parte con i relativi danni, in misura contenuta; infine, le tinture permanenti che contengono parafenilendiamina o suoi derivati, necessari per tenere il colore sempre vivo su chi ha molti o tutti i capelli bianchi. In questo caso, soprattutto se interviene anche la decolorazione precedente, i danni possono verificarsi. In particolare danni legati ad allergie dell’epidermide. Altri danni legati alla eccessiva esposizione alle tinture sono l’elevato rischio di cancro alla vescica e al sangue (leucemia, linfoma non Hodgkin) . L’ideale sarebbe informarsi col proprio parrucchiere, pretendere l’uso di prodotti il  più possibile naturali, e comunque fidarsi sempre della persona esperta evitando di cambiarla pur di “risparmiare”.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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