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Novità ricerca: ecco come si sviluppano le metastasi al seno

Forse penserete “sai che novità” … lo sanno tutti, purtroppo oggi, come si formano le metastasi e non solo al seno, ma ovunque. Cellule tumorali impazzite che vagano per il corpo alla ricerca di nutrimento e trovano luoghi in cui moltiplicarsi, anche lontano dai focolai originari. Ma c’è molto di più nella “cultura” della metastasi e la ricerca lo sta scoprendo solo ora: in particolare lo hanno scoperto i ricercatori americani del Mount Sinai Hospital di New York insieme ai tedeschi dell’Università di Ratisbona. Succede che, in modo specifico nel cancro alla mammella ma anche nel melanoma e in quello del pancreas, le cellule metastatiche si possano individuare molto prima che partano all’attacco.

La “guerra silenziosa” delle metastasi

La scoperta potrebbe aprire nuove speranze nella cura e prevenzione di questi tumori, e di altri ancora. Scoprire in tempo se il rischio di metastasi è reale significa combattere un tumore prima ancora che si formi e si espanda. I test che si stanno conducendo sui topi hanno già confermato che le cellule delle metastasi partono prima che il tumore abbia preso piede e le biopsie su alcuni tessuti umani hanno verificato ulteriormente la teoria. Dunque, prima ancora che la mammografia trovi il tumore le metastasi potrebbero già essere in circolo nel sangue. Vanno ad annidarsi in silenzio, senza sintomi, e rimangono lì, nascoste in altri organi in attesa del “risveglio” … che avviene quando il tumore centrale (al seno, alla pelle o al pancreas) si è già manifestato.  Scovarle vorrebbe dire non solo impedirne l’azione dannosa ma scoprire il cancro prima che si formino le masse.

Quel 5% di pazienti sfortunati

Esistono casi considerati misteriosi e particolarmente sfortunati. Si tratta di un 5% di pazienti che entrano in oncologia pieni di metastasi senza mai aver avuto un tumore principale. Ci si è sempre chiesti come mai, spesso si accusava loro di essere stati “poco attenti alla prevenzione”. Invece potrebbero essere le metastasi quiescenti il problema. In quei casi, poi, fermare il tumore è quasi impossibile. Le reazioni del mondo medico davanti a questa scoperta sono duplici: da un lato si celebra una nuova arma che può potenziare la prevenzione (magari con i marcatori tumorali nel sangue), dall’altra ci si sente confusi perché occorrerà riprendere tutti gli studi sul cancro e rivalutarli alla luce di questi “nuovi” comportamenti delle metastasi.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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