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Una guida all’autismo scritta da un ragazzo autistico

Autismo… parola che fa paura. Una malattia, o una condizione, o un disturbo di cui si sa pochissimo. Alcuni lo attribuiscono al “veleno” dei vaccini (discorso assolutamente falso e campato per aria), altri a un ritardo mentale (anche qui, tutto sbagliato), altri ancora a un problema caratteriale che renderebbe queste persone violente. Insomma, noi “sani” brancoliamo nel buio perché non ci è permesso entrare nella mente di chi l’autismo lo vive, e lo vive spesso isolandosi dal mondo e dai rapporti interpersonali. Ma alcuni soggetti, con forme di autismo più leggere di altre, trovano un modo di comunicare. Come il giovane Federico DeRosa, 32 anni, autore del libro L’ISOLA DI NOI–GUIDA AL PAESE DELL’AUTISMO.

L’isola non più segreta dell’autismo

Il libro è edito dalla Edizioni San Paolo, costa 14,50 Euro, e racconta “l’isola di Federico”, che nonostante la sua condizione autistica che lo ha portato a chiudersi in un mondo di ostinato silenzio ha comunque ricevuto il sostegno dei genitori dei due fratelli crescendo amato e coccolato. Federico ha ancora molti problemi a far cose che per ognuno di noi sono banali (la spesa, la doccia, un discorso…) ma sa scrivere. E come scrive! Per intervistarlo, il settimanale “Famiglia Cristiana” ha trovato l’idea geniale di scrivergli una email. E lui ha risposto con una proprietà di linguaggio invidiabile. “Non ho mai conosciuto due autistici uguali, io per esempio ho una percezione sensoriale molto violenta che mi porta al disgusto per le singole percezioni, che altrimenti si imprimono nella mia mente in modo disordinato e confuso”, racconta il ragazzo, e ancora Non so se tutti possono fare gli stessi progressi che sto facendo io. Mi reputo una specie di ‘traduttore dell’autismo’, voglio essere uno strumento per far capire che dentro ognuno di noi c’è una strada”.

Importante e interessante il lavoro che sta facendo Federico, non nuovo a lavori di scrittura (aveva già pubblicato con San Paolo, “Quello che non ho mai detto”). Sarebbe davvero la prima volta che un autistico spiega a noi profani come si vive dentro questa prigione mentale e perché si sceglie di chiudersi dentro. Sarebbe la prima volta che la voce di uno di questi pazienti esce dal buco nero in cui vive e magari spiega ai medici come fare per farsi raggiungere. Potrebbero cambiare molte cose con il lavoro di questo ragazzo. E la sua “isola” privata potrebbe non essere mai più deserta.

 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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