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Meningite e vaccino: fare chiarezza

La notizia del bimbo pisano di 4 anni, ricoverato in condizioni molto gravi per colpa della Meningite C, sta creando fortissime polemiche non solo in Toscana -regione attrezzatissima sui vaccini- ma in tutta Italia. Il bimbo, alunno di una scuola materna di Cascina, era vaccinato proprio contro la meningite dal 2013 e nonostante questo ha contratto la malattia in forma molto violenta al punto da richiedere il ricovero in rianimazione. Nelle stesse ore giungono le notizie di altri casi di meningite su adulti, uno nelle Marche e uno in Sicilia (sebbene i pazienti stiano rispondendo bene alle cure e rientrino in quei “normali 200 casi di contagio all’anno).

Il mistero dei vaccini che non funzionano

Prima del bambino pisano, un’altra bimba delle elementari era stata ricoverata con meningite -sempre in Toscana- e anche lei aveva avuto il vaccino qualche anno prima. Allora, si chiedono genitori e cittadini, i vaccini non funzionano? Oppure si tratta di un lotto di medicinali scadenti che casualmente non sta avendo effetto? In realtà, tutti i vaccini del mondo possono comprendere una serie di rischi: rischio allergia, rischio di “vaccine failure” (fallimento). Si tratta di casistiche rare, meno dell’1% di solito, ma che a volte possono presentarsi ugualmente soprattutto in quei tipi di vaccini che richiedono dei richiami dopo alcuni anni. Il vaccino anti meningite è uno di questi, come quello anti tetano. I bambini vaccinati devono essere “ripresi” entro i primi 5 anni dal primo vaccino, e un altro richiamo va fatto durante l’adolescenza, per avere la certezza che questo sia efficace. Ma nonostante questo esistono quei soggetti “non reagenti”, ovvero sui quali il vaccino non ha alcun effetto… e nessuno sa come mai.

Mancanza di informazioni

 

Purtroppo le cattive informazioni che girano sul web, e il poco (o scarso) interesse della gente nelle campagne di vaccinazione fanno sì che molti genitori non sappiano nulla di queste statistiche e di questi “richiami al vaccino”. Non solo, ma la scarsità di vaccinazione aumenta la possibilità di contagi con tutti i vari ceppi del batterio della meningite. Per dirla in parole povere, più persone si vaccinano meno batteri “anomali” ci saranno in giro. Sono anche questi batteri appartenenti a sotto-famiglie dei ceppi principali ad annullare l’azione del vaccino. Certo, se tutti fossimo vaccinati -grandi e piccoli- i batteri non avrebbero alcuna via di scampo, in nessun luogo del Paese. Ad oggi, in Italia si sono vaccinati contro la meningite il 60% delle persone, mentre la copertura della sicurezza nazionale dovrebbe viaggiare intorno al 95%.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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