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Meningite, a Roma muore una maestra ma non era contagiosa

E’morta ieri in un ospedale di Roma una maestra elementare che insegnava presso la scuola del quartiere Garbatella, la “Cesare Battisti”. La donna aveva prestato regolare servizio fino all’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, poi era tornata a casa sua. Nei giorni scorsi aveva lamentato sintomi simil influenzali, forte mal di testa, febbre, ma in più la rigidità del collo aveva fatto temere un ennesimo caso di meningite. Ricoverata in ospedale la donna si è aggravata nella notte dell’altro ieri e ieri pomeriggio è deceduta. Subito è scattato l’allarme per i bambini e i colleghi della “Cesare Battisti”.

Non era contagiosa

Le classi affidate alla docente, che insegnava matematica, si occupava dei bambini che non seguono l’ora di religione e a volte faceva supplenze, sono state subito sottoposte a profilassi antibiotica mentre si svolgevano tutti gli esami clinici sul corpo della donna. Oggi l’allarme è per fortuna rientrato. La meningite che ha colpito la maestra non deriva da meningococco ma a una forma batterica di un tipo di Escherichia Coli, che si esaurisce nel corpo della persona colpita e non è affatto soggetto a contagio. Conferma il cessato allarme anche Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità: “Non è meningite da meningococco, quindi non è contagiosa”.

Preoccupazione rientrata ma l’attenzione resta alta

La scuola, tuttavia, per sicurezza ha invitato le classi della maestra e i colleghi a continuare la profilassi, sebbene ormai le preoccupazioni siano rientrate. La maestra aveva partecipato a una tombola di classe prima delle vacanze ma non aveva prestato supplenze negli ultimi mesi, quindi i bambini venuti a contatto con lei sono solo quelli delle sue classi personali. In ogni caso, ormai il pericolo è rientrato. Per la sfortunata donna, però, la morte è sopraggiunta improvvisa e molto probabilmente non l’avrebbe salvata nemmeno una vaccinazione. La meningite infatti si presenta sotto diverse forme e i vaccini funzionano solo per alcune. Tutto sta nel riconoscere i sintomi per tempo e nel riuscire a trattarli, con un soggetto che abbia le giuste reazioni ai farmaci, altrimenti anche le migliori terapie sono inutili

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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